Elezioni CSM 2026

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura del prossimo ottobre rappresentano un’occasione importante, forse irripetibile, per riportare al centro dell’autogoverno i principi di indipendenza, imparzialità e libertà da ogni condizionamento.

Il Comitato AltraProposta, composto da magistrati iscritti e non iscritti all’A.N.M. e aperto a nuove adesioni, ha scelto ancora una volta di percorrere una strada diversa da quella delle candidature costruite all’interno delle tradizionali appartenenze associative. Come già avvenuto in occasione delle elezioni del 2014 e del 2022, l’individuazione dei candidati è avvenuta attraverso un sistema fondato sul sorteggio temperato, seguito dalla libera disponibilità alla candidatura.

A tutti i magistrati che hanno accettato questa sfida va innanzitutto il nostro ringraziamento.

La loro è una scelta tutt’altro che scontata.

Presentarsi alle elezioni del C.S.M. senza essere espressione di una corrente significa infatti entrare nella competizione da outsider, senza strutture organizzate alle spalle, senza pacchetti di consenso precostituiti e senza quella rete di relazioni che tradizionalmente accompagna le candidature espressione dei gruppi associativi.

Significa anche accettare di esporsi personalmente e professionalmente, sottraendosi alle logiche di appartenenza e mettendo in discussione equilibri consolidati.

Proprio per questo la loro disponibilità assume un valore particolare.

Il CSM non è un organo politico Candidati liberi da appartenenze Consiglieri senza debiti di riconoscenza Un'altra idea di autogoverno è possibile

Oltre le dichiarazioni di principio

Da anni tutte le componenti della magistratura richiamano pubblicamente gli stessi principi: indipendenza, autonomia, trasparenza, merito.
Ma il problema non è ciò che viene dichiarato. Il problema è ciò che accade quando le logiche di appartenenza continuano a incidere sulla formazione delle candidature, sulla distribuzione del consenso e sugli equilibri dell’autogoverno.

Le vicende emerse negli ultimi anni hanno mostrato con evidenza quanto possa essere pericolosa la trasformazione delle correnti da luoghi di elaborazione culturale e associativa in strutture capaci di condizionare le dinamiche del C.S.M.

Cambia qualche protagonista, cambiano le dichiarazioni pubbliche, ma i meccanismi rimangono gli stessi.

È proprio questo che AltraProposta intende mettere in discussione. Il C.S.M. non dovrebbe essere il luogo nel quale vengono rappresentati gruppi o appartenenze. La Costituzione affida al Consiglio una funzione diversa e più alta: quella di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e di tutelare ogni magistrato da condizionamenti esterni e interni.

Per questo riteniamo che i componenti del Consiglio debbano poter esercitare il proprio mandato senza vincoli derivanti da appartenenze associative, accordi preventivi o debiti di riconoscenza.

Candidati liberi da appartenenze

I magistrati individuati attraverso il sorteggio temperato non sono “i Candidati del Comitato Altra Proposta”. E, se eletti, non saranno rappresentanti del Comitato. La loro forza sta esattamente in questo. Non devono rispondere a un gruppo che li ha selezionati, non devono difendere una posizione associativa e non devono restituire consenso a chi ne ha sostenuto la candidatura.

Devono rispondere soltanto alla legge, alla propria coscienza e al dovere di valutare ogni decisione con indipendenza, rigore e professionalità. È la stessa libertà che dovrebbe appartenere a ogni componente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Si tratta di provare finalmente a superare la logica delle correnti nel C.S.M.

Conosci i candidati

Persone, esperienze professionali, idee e motivazioni diverse.
Un elemento però li accomuna: aver accettato di presentarsi senza essere espressione di un gruppo organizzato, senza un programma condiviso.

Scopri chi sono i magistrati che hanno scelto di partecipare a questa esperienza e conoscere direttamente le loro storie, le loro idee e il loro modo di intendere l’autogoverno della magistratura.

Qui non troverai programmi elettorali inutili che ogni 5 anni vengono riproposti dalle correnti con il copia ed incolla.
Il Comitato non propone programmi elettorali, ma 10 persone libere con le proprie idee e con il solo scopo – se eletti – di rispondere alla legge nell’esercizio delle proprie funzioni.

Un’occasione per cambiare davvero

Esiste una parte significativa della magistratura che da tempo guarda con crescente distanza alle dinamiche dell’autogoverno.

Magistrati che scelgono di non partecipare al voto, che consegnano scheda bianca o che non si riconoscono nelle candidature proposte dai tradizionali gruppi associativi.

È soprattutto a loro che questa proposta vuole parlare.
Perché l’alternativa all’attuale sistema non può essere soltanto l’astensione.

Le elezioni di ottobre possono diventare l’occasione per trasformare quel dissenso silenzioso in una scelta concreta. Un voto libero dalle appartenenze può incidere realmente sugli equilibri del prossimo Consiglio e aprire una fase nuova dell’autogoverno.

Non si tratta di sostituire una corrente con un’altra.

Il 25-26 ottobre scegli il voto indipendente.