Alberto Giannone

Presidente di Sezione
Asti
Valutazione Professionalità: 7a



La mia storia, le mie idee

Sono Alberto Giannone, di anni 62, sposato con due figli, in magistratura con dm 29.9.1992.

Nella mia carriera ho svolto le seguenti funzioni:

  • Pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Torino (dal 1993 al 1998);
  • Giudice con funzioni promiscue (civile e penale) al Tribunale di Pinerolo fino al 2013 (del quale sono stato presidente vicario FF per tredici mesi);
  • Giudice penale al Tribunale di Asti dal 2014: fino al 2019 GIP-GUP, dal 2020 giudice del dibattimento e dal 2021 presidente della Sezione penale (collegio penale, giudice monocratico e corte di assise);
  • Non ho mai ricoperto incarichi extragiudiziari e fuori ruolo.

Dal punto di vista associativo, ho inizialmente fatto parte di una corrente (MI) anche alla luce della stima maturata verso “super”- magistrati incontrati a inizio carriera (ne cito uno per tutti: Marcello Maddalena) e sono da sempre iscritto all’ANM.

Quando però nel 2012 esplose al CSM il “caso Vigorito” [un consigliere del CSM che, scrivendo per sbaglio ai magistrati della lista Anm nazionale e non a quelli della propria corrente MD, dichiarava apertamente che nella scelta di un ufficio direttivo avevano forse pesato “pressioni interne”, ed era stata effettuata una scelta “politica”, creando probabilmente una “ingiustizia” – che auspicava “non troppo grossa” – e dava altresì atto di una prassi in cui i candidati ad incarichi dirigenziali si presentavano regolarmente al CSM per promuovere la loro domanda], in assenza di sostanziali reazioni di nessuna corrente maturai in fretta una totale revisione critica, uscii dalla corrente e iniziai a condividere e a sostenere pubblicamente alcuni dei cavalli di battaglia (proposti da Altra Proposta e Articolo 101) di antidoto al correntismo e al carrierismo (sorteggio temperato dei candidati al CSM con successiva elezione, incompatibilità temporali fra incarichi di vertici associativi e di corrente e candidabilità al CSM, temporaneità e rotazione degli incarichi dirigenziali quantomeno semidirettivi).



Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?

Perché dopo anni che sostengo pubblicamente la battaglia per il sorteggio temperato (dei candidati) sarebbe stato incoerente non accettare la designazione delle sorte


Qual è il primo cambiamento che ritieni necessario nel CSM?

Rivedere il testo unico della Dirigenza per attribuire minore valenza all’incarico fuori ruolo nella nomina dei dirigenti. Assicurare una mobilità interna sulla base del criterio oggettivo dei flussi, ed in particolare delle sopravvenienze medie pro-capite (per colmare alcune clamorose irrazionalità nelle distribuzioni dei magistrati).


Cosa significa per te essere indipendente dalle logiche correntizie?

Operare come giudice tecnico anche al CSM, e dunque, in concreto, effettuare le diverse valutazioni demandate di volta in volta all’organo di autogoverno utilizzando quali criteri esclusivi le c.d. fonti di conoscenza previste dalla legge e dalle circolari; non, invece, le ben diverse “conoscenze” di origine personale o correntizia.


Incontra il Candidato ai confronti organizzati dalle sezioni distrettuali dell’ANM:

  • 14 Settembre – Tribunale di Brescia
  • 17 Settembre – Tribunale di Venezia
  • 13 Ottobre – Tribunale di Monza

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