
Fabrizio Malagnino
Giudice Penale
Lecce
Valutazione Professionalità: 6a
CANDIDATO ELEZIONI CSM 2026

MI PRESENTO
La mia storia, le mie idee
Sono Fabrizio Malagnino, giudice penale del Tribunale di Lecce con la sesta valutazione di professionalità, autore di numerose pubblicazioni e referente distrettuale SSM, con specifica formazione ordinamentale, nonché ideatore di vari corsi in materia organizzativa e disciplinare per la Scuola Superiore della Magistratura.
Se anche tu credi nell’urgente necessità di un C.S.M. libero da condizionamenti associativi e correntizi, spero che queste righe possano persuaderti dell’efficacia dell’iniziativa che ha portato alla mia candidatura.
Sono infatti stato sorteggiato dal comitato Altra Proposta, che si propone con tale sistema (scelto da quasi la metà dei magistrati italiani votanti nel recente referendum consultivo indetto dall’A.N.M. sul punto) di spezzare ogni vincolo di mandato, debito e riconoscenza tra i membri togati del C.S.M. ed i centri di potere esterni, le correnti, che ivi li hanno insediati mediante i voti dei propri iscritti ed affini.
Ed il sistema sorteggio funziona, visto che nelle precedenti consiliature ha già portato nel C.S.M. membri indipendenti, sorteggiati, non candidati dalle correnti: se il vostro consenso verso questa iniziativa aumenterà, aumenterà proporzionalmente il numero ed il peso dei componenti indipendenti in seno al Consiglio.
Invece, l’attuale sistema correntizio di spartizione del potere consiliare non solo è illecito nella sua recente e nota degenerazione rappresentata dalla lottizzazione di nomine e promozioni, ma…
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…ma è altresì illegittimo a monte, nella sua stessa fisiologica distribuzione correntizia dei seggi in C.S.M., poiché contrasta con le previsioni costituzionali di un C.S.M. quale organo tecnico di garanzia ed alta amministrazione, non di governo, confligge con le previsioni del Codice etico della Rete Europea dei Consigli di Giustizia che esigono l’indipendenza dei membri del Consiglio gli uni dagli altri e da qualsiasi indicazione, ingerenza o pressione interna o esterna alla magistratura, ed è contrario alle statuizioni della delibera C.S.M. 20-1-2010 secondo cui non corrisponde ad un modello di libera autodeterminazione «il rendersi acritico interprete in sede consiliare di posizioni di gruppi politici o di singoli esponenti politici nonché di gruppi dell’associazionismo giudiziario o di singoli magistrati anche solo per ragioni di appartenenza o di “debito” elettorale».
Quanto al programma elettorale, non ne ho uno, o almeno non ne ho nel senso che comunemente si attribuisce a tale locuzione.
Infatti, coerentemente con la volontà costituzionale, normativa ed etica di un C.S.M. che non debba mutare veste e colore a seconda di chi vinca o perda le elezioni, la mia idea di attività da svolgere in Consiglio è quella di adottare ogni valutazione ed ogni determinazione sulla base della legge e degli atti, svolgendo in modo indipendente ed imparziale il ruolo eminentemente tecnico che sarei chiamato a svolgere in caso di elezione, contribuendo a rendere il C.S.M. quel giusto e trasparente tramite attuativo tra l’Ordinamento giudiziario ed i magistrati tutti.
Per la verità, mi sono sempre chiesto che senso (e che legittimità) potesse avere redigere un programma elettorale ai fini della nomina ad un ruolo come quello di membro del C.S.M., che in virtù delle norme e principi che abbiamo poc’anzi ripercorso dovrebbe – al contrario – agire tutt’altro che in virtù di un programma redatto nelle segreterie che lo hanno elevato a proprio esponente in Consiglio.
E scorrendo negli anni i programmi elettorali delle varie correnti in occasione dei rinnovi delle varie consiliature, ho trovato conferma delle mie perplessità, così come l’ho trovata nei programmi correntizi di quest’anno.
Trovo menzionato l’obiettivo di una magistratura indipendente, come se un consigliere potesse incidere significativamente sull’indipendenza della magistratura, laddove recentemente non ci sono riusciti neanche il Governo ed il Parlamento.
Trovo pleonasticamente menzionate l’efficienza e la qualità della nostra opera, come se non fosse nei disegni di ogni futuro consigliere, di qualsiasi colore, o incolore, svolgere il proprio compito organizzativo facendo tesoro delle risorse a disposizione e facendo fronte alle carenze e difficoltà che in concreto incontrasse.
Trovo menzionata la tutela delle nostre condizioni di lavoro e dei nostri stipendi e salute, con palese travaso di istanze sindacali in sede istituzionale, sintomatico dell’illegittima commistione oggi esistente tra C.S.M. e A.N.M., causa della perdita di tutela per tutti noi in sede sindacale e dell’assenza di garanzia in sede consiliare per i magistrati non vicini alle correnti o, peggio, esterni all’associazione stessa.
Trovo menzionato l’obiettivo di trasparenza delle attività consiliari, in un’evidente excusatio non petita (o anche petita), visto che se le decisioni del C.S.M. fossero adottate nel rispetto della legge (e gli eclatanti annullamenti di nomine da parte della giustizia amministrativa dicono il contrario) da consiglieri effettivamente indipendenti, non irreggimentati in schiere, non avrebbe alcun rilievo la questione trasparenza, così come il cittadino non ha alcun bisogno di abrogazione del segreto della camera di consiglio per avere fiducia nella decisione del giudice, che sa terzo ed imparziale.
Ma ad illuminare definitivamente l’inutilità e la vuotezza dei programmi elettorali di corrente è il loro immancabile manifesto comune, ossia la sbandierata unanime esigenza (almeno dallo scandalo Palamara in poi) di maggiore oggettività nei criteri di comparazione ai fini dell’assegnazione di incarichi e nomine: sul punto, per citare l’ultimo esempio dell’ipocrisia alla base di tale vacua promessa, basti pensare che, solo pochi mesi or sono, i medesimi consiglieri C.S.M. che avevano sbandierato all’epoca della loro candidatura questa stessa esigenza di oggettività proclamata oggi, hanno concluso la loro consiliatura facendo l’esatto contrario di quanto ostentato, ossia adottando (il giorno prima di uno dei più grossi bandi per incarichi direttivi e semidirettivi!) la delibera C.S.M. prot. P12100/2026, che ha retrocesso il criterio oggettivo del pregresso svolgimento in via di fatto di funzioni direttive e semidirettive, ha immotivatamente declassato altri criteri di prevalenza oggettiva (come ad esempio la stabile presidenza di collegi) ed ha invece anteposto criteri di prevalenza legati al consenso correntizio (come ad esempio l’avvenuta elezione al C.S.M. ed al Consiglio Giudiziario).
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro…
Quindi, quello che propongo è assoluta garanzia di autonomia ed indipendenza di ogni mia decisione ed attività, per un C.S.M. non eterodiretto da schieramenti o pressioni esterne. E anche quando la mia singola valutazione fosse insufficiente ad incidere direttamente sulle determinazioni del Consiglio, sarei tuttavia un riflettore puntato su ogni processo decisionale, così da poter palesare all’esterno ogni eventuale vizio nella formazione della volontà consiliare, rendendo antieconomici ed impopolari (e quindi riducendoli) eventuali accordi sottobanco estranei a rigorosi canoni di legittimità.
In base alla mia esperienza ordinamentale e disciplinare, posso affermare con convinzione che, ridotte le storture sin qui denunciate, ogni ulteriore questione ed attività interna al Consiglio può essere affrontata con la dovuta serenità, efficacia ed efficienza, senza demagogici riferimenti a programmi, azioni ed opere di riforma che spesso hanno poco a che vedere con le prerogative del C.S.M.
Poi, storture a parte, l’intervento del C.S.M. sul nostro lavoro quotidiano potrebbe anche essere migliorato sotto ulteriori aspetti, quale la razionalizzazione dei carichi esigibili, il coinvolgimento di tutti i magistrati nelle scelte dei dirigenti sulle attività che li riguardano (attesa l’attuale opacità sul punto delle norme della vigente Circolare sulle tabelle e la loro sostanziale pretermissione da parte di molti dirigenti) e quale la diffusione delle nuove tecnologie, troppo spesso affidata al caso ed alla buona volontà di noi cavie, anziché perfezionata nel corso di una metodica sperimentazione affidata ad un nucleo circoscritto di uffici o volontari (possibilmente a fronte di esoneri parziali di carico) e poi diffusa in via generale solo al raggiungimento di un accettabile grado di affidabilità.
In conclusione, al C.S.M. non siederà chi ci dovrà governare, perché, nonostante la nostra autolesionistica tendenza alla gerarchizzazione associativa, siamo e rimaniamo un potere diffuso, in cui ognuno esercita la giurisdizione in piena autonomia ed indipendenza.
Piuttosto, vi siederà chi avrà da un lato il compito tecnico di gestire l’Ordinamento giudiziario in attuazione della legge e nel rispetto della dignità di tutti, e dall’altro lato il compito di valutarci ogni giorno, come magistrati, come dirigenti, come aspiranti ad incarichi o come incolpati: ed è quindi evidente che quando saremo sottoposti al giudizio del C.S.M., non vorremo preoccuparci di chi ha vinto o perso le elezioni, ma vorremo trovarci nella condizione di poter contare sul fatto che giustizia sarà fatta, da parte di un organo indipendente ed imparziale, proprio come ogni giorno noi promettiamo di essere al cittadino che si trovi di fronte a noi.
Non dimentichiamoci mai di essere magistrati, un ruolo incompatibile di per se stesso con il concetto di appartenenza, che è invece il fulcro del sistema correntizio, la causa della profonda crisi di valori e di credibilità che stiamo attraversando.
“ Un CSM libero e trasparente per tornare a esercitare il nostro potere diffuso da magistrati autonomi e indipendenti
TRE DOMANDE
01
Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?
Perchè credo nella libera selezione dei candidati e nella libera elezione dei consiglieri, non legate ad appartenenze correntizie.
02
Di cosa avrebbe bisogno la magistratura oggi?
Ognuno di noi magistrati deve poter tornare con orgoglio a esercitare la giurisdizione senza doversi preoccupare di quale fazione abbia vinto o perso le elezioni al CSM.
03
Come pensi, se eletto, di poter raggiungere l’obiettivo che auspichi per il CSM e per i colleghi?
Userei ogni competenza tecnica e indipendenza di giudizio per evidenziare e verbalizzare qualunque forzatura nei processi decisionali del Consiglio, qualunque deviazione dai dovuti canoni di legittimità, così da poter rendere effettivamente palese all’esterno la logica di ogni decisione, in una comunicazione continua – individuale e massiva – verso tutti i colleghi interessati..
EVENTI
Incontra il Candidato ai confronti organizzati dalle sezioni distrettuali dell’ANM:
- 15 Settembre h 15.30 – Tribunale di Lagonegro
- 17 Settembre h 16.00 – Tribunale di Catanzaro
- 02 Ottobre h 16.00 – Tribunale di Messina
- 08 Ottobre h 15.00 – Tribunale di Palermo
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