
Luca Lorenzetti
Corte di Cassazione
–
Valutazione Professionalità: 7a
CANDIDATO ELEZIONI CSM 2026

MI PRESENTO
La mia storia, le mie idee
Sono Luca Lorenzetti, candidato nel collegio unico nazionale, per due magistrati che esercitano le funzioni di legittimità presso la Corte suprema di cassazione e la Procura generale presso la stessa Corte, di cui alla lett. a) del comma 2 dell’art. 23 L. 24 marzo 1958, n. 195.
Sono entrato in magistratura con D.M. 24 febbraio 1997 e ho svolto quasi esclusivamente funzioni di giudice penale di primo grado, come giudice del dibattimento e come G.i.p. (distrettuale al Tribunale di Catania da settembre 2018), fino al mese di settembre 2025 quando sono stato immesso nelle funzioni di consigliere della Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione. Ho conseguito la settima valutazione di professionalità.
Mi presento come candidato indipendente solo perché il mio nome è stato estratto nel sorteggio effettuato dal Comitato Altra Proposta. Sono da sempre favorevole al sorteggio per la selezione dei candidati togati al Consiglio Superiore della Magistratura e sarei stato molto incoerente se non avessi accettato la candidatura. La mia candidatura ha, quindi, come primo fine quello di testimoniare a tutti i Colleghi la bontà del sorteggio quale metodo di selezione dei candidati.
Non faccio parte del Comitato Altra Proposta, anche se ne condivido le idee.
Faccio, invece, parte della maggioranza dei magistrati che esercitano ogni giorno, in silenzio e lontano da riflettori di ogni genere, le funzioni giurisdizionali, impegnandosi esclusivamente nel proprio lavoro.
A seguito di quanto emerso nella triste vicenda dell’hotel Champagne, ho espresso le mie opinioni nella mailing list dell’ANM, ove sono credo agevolmente reperibili, e, in particolare, ho postato una articolata proposta di rotazione degli incarichi semidirettivi.
Purtroppo, dopo l’indignazione generale, tutto è tornato come prima, se non peggio, e ora sembra che, in un modo o nell’altro, i principali protagonisti della vicenda vogliano tornare in pompa magna.
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La grande spartizione tra le correnti dei posti (direttivi, semidirettivi, consigliere di Corte di cassazione, sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione, magistrati addetti al ruolo del massimario della Corte di cassazione) e degli incarichi giudiziari, mai cessata, purtroppo affascina e seduce la maggioranza dei Colleghi, spesso nascondendosi dietro un evanescente “merito”, in realtà prevalentemente correntizio.
Siamo arrivati al punto che alcuni Colleghi mi hanno rappresentato che non presentano domanda per posti semidirettivi perché temono di essere superati da colleghi più giovani e con meno titoli, ma iscritti o comunque sostenuti dalle correnti.
Sono ben consapevole che le correnti della magistratura non possono cambiare e pertanto mi rivolgo, anzitutto, a quell’altra parte dei Colleghi che, come me, credono nella democrazia giudiziaria, in un esercizio realmente indipendente della funzione giurisdizionale e nella necessità di ridare centralità al concreto esercizio della funzione giurisdizionale.
Per conseguire questi tre obiettivi, sono necessarie le seguenti riforme dell’ordinamento giudiziario, molte delle quali possono essere realizzate dal Consiglio Superiore della Magistratura:
1) introduzione del sorteggio per la selezione dei candidati togati al Consiglio Superiore della Magistratura;
2) incompatibilità, per un congruo periodo, tra incarichi associativi all’interno dell’ANM e quello di componente del Consiglio Superiore della Magistratura;
3) incompatibilità, per un congruo periodo, tra incarichi associativi all’interno dell’ANM e di componente del Consiglio Superiore della Magistratura e gli incarichi direttivi;
4) rotazione, annuale o biennale non prorogabile, degli incarichi semidirettivi tra coloro che nella sezione hanno conseguito la quarta valutazione di professionalità;
5) formazione di un ruolo dei magistrati disponibili allo svolgimento di incarichi fuori ruolo, accessibile a tutti;
6) obbligo di rientro nelle funzioni giurisdizionali per un adeguato periodo di tempo (almeno quattro anni) dopo incarichi direttivi, fuori ruolo e di componente del Consiglio Superiore della Magistratura;
7) introduzione del sorteggio per la selezione dei candidati ai Consigli Giudiziari e al Consiglio Direttivo presso la Corte di cassazione;
8) eliminazione totale di qualsiasi riduzione dei carichi di lavoro per chi svolge funzioni semidirettive, per i componenti dei Consigli Giudiziari e del Consiglio Direttivo presso la Corte di cassazione e per tutti gli incarichi giudiziari locali e nazionali (Magrif, RID, formazione decentrata, STO, ecc.);
9) eliminazione totale di ogni e qualsiasi compenso per lo svolgimento di incarichi di collaborazione comunque riconducibili alla funzione giudiziaria (ad esempi, per la redazione dei c.d. medaglioni dei candidati nelle procedure selettive);
10) divieto di assunzione di nuovi incarichi giudiziari (locali e nazionali) prima che siano decorsi almeno quattro anni dal precedente incarico.
11) in generale, come chiarirò nel prosieguo della campagna elettorale, regole poche, chiare e certe in tutti gli ambiti in cui è competente il Consiglio Superiore della Magistratura.
“ Regole poche, chiare e certe, per una magistratura realmente indipendente
TRE DOMANDE
01
Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?
Ho accettato la candidatura perché da sempre favorevole al sorteggio. Essendo stato estratto, rifiutare sarebbe stato incoerente con ciò che sostengo. La mia candidatura vuole quindi essere anche una testimonianza concreta della validità di questo metodo.
02
Qual è il primo cambiamento che ritieni necessario nel CSM?
Il primo cambiamento necessario è spezzare il peso delle correnti nelle scelte del CSM, introducendo il sorteggio per la selezione dei candidati togati.
03
Cosa significa per te essere indipendente dalle logiche correntizie?
Significa poter assumere decisioni senza appartenenze, condizionamenti o logiche di gruppo, valutando persone e incarichi sulla base di criteri chiari, oggettivi e verificabili. L’indipendenza, passa dalla centralità del lavoro giudiziario e dalla libertà rispetto ai meccanismi correntizi.
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