
Antonino Fazio
Presidente di Sezione
Piacenza
Valutazione Professionalità: 3a
CANDIDATO ELEZIONI CSM 2026

MI PRESENTO
La mia storia, le mie idee
Preg.mi Colleghi,
sono Antonino Fazio (Messina 05.06.1979), DM 05.08.2010, in servizio presso il Tribunale di Piacenza dal 02.05.2012 come giudice civile. Ho svolto sempre funzioni civili, in tutte le materie. In particolare, sono stato per dieci anni giudice delegato ai fallimenti e alle procedure concorsuali, per dieci anni giudice delle esecuzioni, oltre ad occuparmi di contenzioso ordinario (special-mente responsabilità civile). Sono stato membro dell’VIII sottocommissione per gli esami di abilitazione alla professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna (2022). Sono giudice tributario dal 2014, in primo grado (CGT di Piacenza) e in secondo grado (CGT Piemonte, dal 1.03.2024).
Attualmente svolgo le funzioni di Presidente della Sezione civile (dal 04.06.2026) e, come unico semidirettivo, anche di Presidente del Tribunale f.f..
Il mio nominativo è stato estratto nel sorteggio effettuato dal Comitato Altra Proposta presso uno studio notarile romano l’8.6.2026. Non faccio parte del Comitato, non ne seguivo le vicende, non ne conoscevo i componenti, con cui ho preso contatto solo successivamente. Non ho mai fatto vita associativa, non ho legami con alcuna corrente. Non ero neanche iscritto alla mailing list dell’ANM (fino a un mese fa), così come non frequento i social network: non sono ambienti in cui mi sento a mio agio.
Ho accettato l’opportunità di questa candidatura – imprevista e a cui non pensavo – perché l’unica condizione che prevede è, se eletto, il non rispondere ad altri se non alla mia coscienza e alle norme: esattamente ciò che ho sempre fatto, sine spe ac metu.
L’idea alla base è che il Consiglio Superiore sia, e non possa che essere, l’organo di governo autonomo, nel senso di autoregolamentazione (oltre che di alta amministrazione), della Magistratura: un luogo in cui, esattamente come nei nostri uffici, si svolge attività tecnica e si decide asetticamente secondo regole oggettive; un luogo in cui dunque non v’è, e non vi può essere, spazio per valutazioni, decisioni, logiche, di tipo “politico” o ideologico, in cui cioè prevalgano l’appartenenza, il vincolo associativo, il “peso” delle correnti.
La diversa sensibilità culturale e la libertà di associazione dei magistrati, costituzionalmente tutelate, possono e debbono trovare espressione in altre sedi, ove potrà trovare spazio il confronto sulle questioni sindacali e sul modo di ciascuno di intendere la funzione; ma devono restare fuori dal Consiglio Superiore, che non può essere un’impropria “camera di compensazione” dei rapporti di forza tra le diverse espressioni della magistratura. A nessuno di noi piacerebbe che i ruoli o le ferie o i congedi nei nostri uffici venissero decisi a seconda dell’appartenenza correntizia o di simpatie o antipatie del dirigente.
È un mondo ideale, quello che vi descrivo; ma posso permettermi di immaginarlo perché non ho mai dovuto sottostare a vincoli di appartenenza, ed è questa la garanzia che posso offrirvi: che, andando a lavorare nel Consiglio, porterei lo stesso metodo che ho sempre seguito: ascolto, equilibrio, misura, rigore, ragionevolezza. So bene che le buone intenzioni non bastano per l’attività di consigliere, che richiede tecnica e una piena padronanza del complesso (e a tratti ipertrofico) tessuto normativo che regola le nostre vite professionali. Ho avuto modo di approfondirne lo studio, particolarmente negli ultimi anni (nel 2025 ho partecipato all’interpello per l’Ufficio Studi del C.S.M.), e quotidianamente mi misuro con la necessità di darvi piena e corretta attuazione: cercando di risolvere i problemi di un piccolo ufficio giudiziario, che non soltanto non sono quelli di un ufficio di medie o grandi dimensioni, ma non sono neanche quelli di un omologo tribunale del meridione o del centro Italia. La variegata geografia giudiziaria ci consegna realtà troppo diverse per essere assimilate sul piano regolamentare: qui la normazione secondaria del Consiglio Superiore potrebbe essere adeguata nel senso di una maggior e più opportuna diversificazione. Ma questo è solo uno dei temi che, spero, si avrà modo di affrontare.
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ChiedendoVi di sostenermi so di chiederVi molto: in moltissimi neanche mi conoscete, per le ragioni già esposte; il Vostro voto sarebbe dunque principalmente in favore del progetto di cambiamento a cui ho scelto di contribuire. Cambiamento: mi rendo conto che suoni velleitario, e occorre un sano realismo.
Votando un candidato autenticamente indipendente, sciolto da qualsiasi vincolo associativo, non so che margini vi siano per incidere direttamente sulla produzione normativa del Consiglio o sui processi decisionali delle singole Commissioni. Su questo posso garantirvi soltanto che proporrò e sosterrò solo iniziative che riterrò davvero utili, a prescindere dall’appartenenza di chi le formuli, e che ogni mio gesto o voto sarà espressione soltanto della rigorosa applicazione della legge e della normativa secondaria di derivazione consiliare.
Vi sarà invece la possibilità – ed è l’unica promessa che posso farVi, perché dipende soltanto da me – di svolgere una funzione di controllo sull’attività consiliare: non avendo obblighi di disciplina correntizia né vincoli di altro tipo, se in una qualsiasi decisione dovessi ravvisare una violazione o elusione delle regole o una ingiustificata disparità di trattamento non solo voterò contro, ma non avrò problemi a segnalarla pubblicamente e a chiederne pubblicamente conto. E anche se dovessi restare da solo, sarebbe comunque un modo per garantire quel minimo che tutti possiamo e dobbiamo rivendicare: la piena trasparenza e pubblicità delle decisioni del Consiglio Superiore. Sono molto in difficoltà nell’elencare obiettivi e “punti programmatici”: non sono un politico e non ho familiarità con le competizioni elettorali: ho sempre trovato il tempo soltanto per lavorare e studiare. Proprio l’esperienza quotidiana, però, mi induce ad elencarvi i problemi di competenza consiliare alla cui risoluzione spero, con il Vostro aiuto, di poter contribuire.
Ve li allego, per maggior comodità.
Antonino Fazio
Presidente della Sezione Civile (e Presidente f.f.) del Tribunale di Piacenza
“ Ho accettato la candidatura perchè l’unica condizione è non rispondere ad altri se non alla mia coscienza e alle norme
TRE DOMANDE
01
Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?
Perché l’unica condizione che prevede è, se eletto, il non rispondere ad altri se non alla mia coscienza e alle norme: esattamente ciò che ho sempre fatto.
02
Quale contributo pensi possa dare un consigliere indipendente al CSM?
Può svolgere una funzione di controllo reale, senza vincoli di appartenenza. Se una decisione viola le regole o crea ingiustificate disparità di trattamento, deve avere la libertà di opporsi e di chiederne pubblicamente conto.
03
Come dovrebbe decidere il CSM nelle questioni che riguardano i magistrati?
Applicando regole oggettive con equilibrio, rigore e ragionevolezza, senza lasciare spazio a logiche di appartenenza, simpatie o rapporti di forza.
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