
Emanuela Romano
Giudice
Bologna
Valutazione Professionalità: 4a
CANDIDATA ELEZIONI CSM 2026

MI PRESENTO
La mia storia, le mie idee
Magistrato dal 2007, ho svolto funzioni giudicanti civili e penali e ho lavorato in tribunali di diverse dimensioni nel Nord e nel Sud del paese (*). Esperienze in realtà territoriali molto diverse tra loro, che mi hanno col tempo convinta che l’autogoverno debba saper ascoltare e rappresentare l’intera magistratura nelle sue differenti e molteplici realtà professionali e territoriali.
Mi candido perché ho assistito negli anni ad alcune dinamiche che hanno allontanato l’autogoverno dalle esigenze concrete dei magistrati, ed anziché limitarmi a criticarle e a osservare ciò che non funziona, ho deciso di contribuire a realizzare i necessari cambiamenti.
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La mia candidatura nasce da un sorteggio e non rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito nel tempo con l’obiettivo di sedere in Consiglio, condizione questa che mi permette di presentarmi ai colleghi senza debiti, aspettative da soddisfare o appartenenze da rappresentare, con l’unica ambizione di portare esperienza, indipendenza e libertà di giudizio al servizio della magistratura.
Mi candido come indipendente perché credo fermamente che l’autogoverno debba tornare a essere, prima di ogni altra cosa, un luogo di servizio all’istituzione fondato su autonomia di giudizio, trasparenza e responsabilità. Credo in un Consiglio capace di decidere nel merito con criteri chiari e decisioni motivate, libero da logiche di appartenenza e realmente aperto al confronto tra idee e progetti. Indipendenza non significa isolamento, ma libertà di scegliere e decidere senza vincoli nell’interesse esclusivo della giustizia.
Allo stesso tempo sono convinta che la qualità della giustizia dipenda non solo dalle garanzie che tutelano l’indipendenza dei magistrati, ma anche dalle condizioni concrete nelle quali essi sono chiamati a svolgere il proprio lavoro, quotidianamente. Organizzazione degli uffici, sostenibilità dei carichi, valorizzazione delle competenze e attenzione alle persone non sono temi secondari. Il benessere professionale dei magistrati costituisce un elemento essenziale della qualità della giustizia e della tutela dello Stato di diritto, non un interesse corporativo.
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(*)Come primo incarico sono stata giudice civile presso la Sezione Distaccata di Verona (Soave); poi applicata per due anni al Tribunale di Reggio Calabria come giudice penale; quindi, GIP/GUP presso il Tribunale di Torino e poi giudice civile presso quello di Catanzaro per quattro anni. Attualmente sono giudice presso la Sezione Immigrazione del Tribunale di Bologna.
“ Indipendenza non significa isolamento, ma libertà di scegliere e decidere senza vincoli.
TRE DOMANDE
01
Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?
Perché non volevo limitarmi a criticare ciò che non funziona: ho deciso di mettere la mia esperienza al servizio di un cambiamento concreto.
02
Qual è il valore distintivo che porteresti al Consiglio?
La conoscenza diretta degli uffici giudiziari e dei loro problemi. Porto un approccio concreto, fondato sull’idea che dignità professionale, benessere organizzativo e qualità della giustizia siano inseparabili.
03
Quale dovrebbe essere una priorità del prossimo CSM?
Riavvicinare l’autogoverno alla realtà quotidiana dei magistrati, prestando attenzione a organizzazione, carichi di lavoro, competenze e benessere professionale.
EVENTI
Incontra il Candidato ai confronti organizzati dalle sezioni distrettuali dell’ANM:
- 11 Settembre – Tribunale di Napoli
- 15 Ottobre – Tribunale di Bologna
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