L’alternativa elettorale delle toghe indipendenti alle correnti del Csm
È uno slogan diffuso e tipico della campagna elettorale per il rinnovo del Csm quello secondo cui i Consiglieri togati dovranno essere indipendenti e liberi da logiche di appartenenza… per restituire prestigio e credibilità all’istituzione e alla magistratura tutta.
Ma alle parole non seguono proposte concrete ed efficaci rispetto agli obiettivi indicati.
Non sono rimedi efficaci sicuramente i triti e ritriti manifesti dei valori, che il giorno dopo le elezioni diventano carta straccia.
Né lo sono le proposte dei soliti criteri “più o meno stringenti” per le nomine dei direttivi e semidirettivi.
Il vero rimedio alla correntocrazia é che il Csm non sia formato da gruppi che si osteggiano o si alleano tra loro, ma da singoli componenti indipendenti.
Perché il Csm non è un organo politico rappresentativo degli orientamenti culturali dei magistrati, ma un organo tecnico di garanzia di tutti i magistrati.
È innanzitutto la Costituzione a stabilirlo, laddove non prevede alcun rapporto giuridico tra associazioni dei magistrati e Csm; né alcun diritto di elettorato passivo del singolo magistrato. Ma prevede invece solo la possibilità di eleggere i componenti del Csm “tra gli appartenenti alle categorie di magistrati” (ossia, giudici di merito, giudici di legittimità e requirenti), e non tra gli appartenenti alle varie associazioni private di magistrati.
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Fonte: https://www.zerozeronews.it/
