Raffaele Barela

Sostituto Procuratore
Napoli
Valutazione Professionalità: 5a



La mia storia, le mie idee

La mia candidatura al CSM: un viaggio inaspettato

Cara/o collega,

sono Raffaele Barela (DM 18.1.02), ho 51 anni e ho svolto sempre le funzioni di Sostituto Procuratore (dopo l’uditorato presso la Corte d’Appello di Roma, ho lavorato a Cosenza (2003-2009), Nola (2009-2018) e Napoli (2018-2026). Attualmente sono in procinto di trasferirmi presso la Procura di Salerno.

Come avrai intuito dallo scarno curriculum, sono un magistrato come tanti, che cerca di svolgere il suo compito, che trova stimolante e gratificante, con serietà e dedizione.

Confesso che quando un “emissario” del comitato Altra Proposta mi ha contattato per dirmi che ero stato sorteggiato e per domandarmi se accettassi di candidarmi ho pensato a Bilbo Baggins.

Bilbo, all’inizio de “Lo Hobbit”, non fu affatto entusiasta quando Gandalf gli propose un’avventura; anzi, ne fu chiaramente infastidito («Noi siamo gente semplice e tranquilla e non sappiamo che farcene delle avventure. Sono cose brutte, fastidiose e scomode! Fanno fare tardi a cena!”). Aveva, o riteneva di avere, un po’ come tutti, molte buone ragioni per restare dov’era, e poche per partire.

A differenza del personaggio di Tolkien, io però una seria ragione per accettare l’“altra proposta” ce l’avevo: avendo da sempre sostenuto la validità del sorteggio come metodo per designare la componente togata del CSM, ho avvertito un po’ il dovere morale di non tirarmi indietro e di sperimentare su me stesso la validità di quell’idea.

Il sorteggio per l’indipendenza e l’imparzialità dell’alta amministrazione

Le ragioni addotte per sostenere il metodo del sorteggio sono state illustrate tante volte in questi anni e penso che, quantunque non condivise dalla maggioranza dei magistrati, siano ormai note a tutti. Qui vorrei solo chiarire che la mia critica alle correnti nel CSM prescinde dalle cosiddette “degenerazioni del correntismo” (che pure sono esistite, chi potrebbe negarlo). Sostengo, piuttosto, che anche nella loro “declinazione fisiologica” le correnti dovrebbero rimanere fuori dalle istituzioni, limitandosi ad animare il dibattito culturale o l’attività sindacale dell’ANM.

Il CSM è un organo di alta amministrazione e come tale deve assicurare di agire in maniera imparziale (art. 97 Cost.). Tale imparzialità viene messa a rischio quando si assume di rappresentare, rivendicando ciò come garanzia di “pluralismo”, le istanze di una parte soltanto della categoria. Non si accede al Consiglio per tutelare gli interessi del proprio “gruppo” ma per esercitare una funzione di garanzia, oggettiva e imparziale, in piena autonomia, proprio come avviene nel lavoro di tutti i giorni. In quest’ottica, il sorteggio serve a garantire una totale indipendenza del consigliere, ponendolo al riparo da logiche di appartenenza che vanno a detrimento del merito delle questioni di volta in volta affrontate. E poi, a proposito di pluralismo, quali garanzie di pari trattamento verrebbero assicurate ai magistrati che non vengono “rappresentati” nel CSM solo perché rifiutano la logica della rappresentanza o perché, pur facendola propria, sono troppo pochi di numero? Sono questi forse magistrati di serie B?

La legittimazione della magistratura: professionalità e indipendenza


Com’è noto, la legittimazione della magistratura non deriva dal consenso elettorale ma si fonda sulla professionalità e sull’indipendenza. Solo assicurando questi requisiti l’ordine giudiziario può rendere alla collettività il servizio a cui è istituzionalmente chiamato. E in questo contesto il CSM, attraverso le sue competenze (amministrative, giurisdizionali, normative e consultive), deve assicurare che i magistrati mantengano un elevato livello di professionalità e la massima indipendenza da condizionamenti, sia esterni che interni alla categoria, nel corso della loro carriera.

E quindi?



Perché hai scelto di accettare la candidatura per sorteggio al CSM?

Ho sempre ritenuto il sorteggio uno strumento valido per garantire l’indipendenza della componente togata del CSM. Quando sono stato sorteggiato, ho sentito quindi il dovere di non tirarmi indietro e di mettere alla prova, personalmente, un’idea che sostengo da tempo.


Qual è il primo cambiamento che ritieni necessario nel CSM?

Credo sia necessario rafforzare la natura del CSM come organo tecnico, imparziale e di garanzia. Il Consiglio non dovrebbe rappresentare gruppi o appartenenze, ma assumere le proprie decisioni esclusivamente sulla base del merito, della professionalità e dell’interesse dell’istituzione.


Cosa significa per te essere indipendente dalle logiche correntizie?

Significa poter esercitare il ruolo di consigliere senza vincoli di appartenenza e senza dover rispondere agli interessi di un gruppo. Le correnti possono contribuire al dibattito culturale e associativo, ma all’interno del CSM ogni decisione deve essere assunta in piena autonomia e imparzialità.

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