Elezioni CSM 2026, Ferracane: “Ora serve un’alternativa alle correnti”
«Dopo Palamara, l’hotel Champagne e tutto quello che sappiamo, mi aspettavo una reazione da parte nostra, della categoria, molto più evidente. E invece è stata soft»
Dal bussolotto del notaio è uscito (anche) il suo nome e così Luisa Ferracane, 54 anni, giudice della corte d’Appello di Torino, è candidata al Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), unico magistrato in servizio a Torino estratto a sorte per il comitato «AltraProposta». Per una lista che vede anche un altro piemontese, il collega Alberto Giannone, presidente di sezione al tribunale di Asti. Elezioni in menù il 25 e il 26 ottobre.
Come inizia l’avventura?
Con una mail arrivata prima dell’estate, alla quale neppure avevo dato troppa attenzione, pensando allo spam. Poi mi è venuto un flash, perché avevo sentito parlare del comitato che avrebbe sorteggiato i candidati: su circa 6.500 magistrati, quelli con la terza valutazione di professionalità e senza procedimenti disciplinari».
Primo pensiero?
«Che era qualcosa di troppo grande per me, come mi ha detto pure qualche amico, e che non era il caso di rispondere: magari, mi sono detta, mica vogliono proprio la sottoscritta»….
Nell’intervista Luisa Ferracane, candidata da Altra Proposta nel Collegio 1 – Giudicanti affronta i temi dell’indipendenza del CSM, del rapporto con le correnti e delle prospettive in vista delle elezioni del 25 e 26 ottobre 2026.
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