«Il CSM? Sia un baluardo dell’indipendenza della magistratura»

Parla il giudice Fabrizio Malagnino (tribunale di Lecce), presidente del Collegio nella Sezione penale. Una candidatura, la sua, al Consiglio Superiore della Magistratura fuori dai vecchi schemi

Indipendenza della ma￾gistratura, trasparenza nelle nomine e peso delle correnti: temi che riguardano anche i cittadini e la loro fiducia nella giustizia. Ne parliamo con Fabrizio Malagnino, magistrato in servizio presso il Tribunale di Lecce, dove presiede il Collegio nella Sezione penale.

Il dottor Malagnino è autore di pubblicazioni in tema di mediazione civile e commerciale e di reati di gioco d’azzardo per le Edizioni Scientifiche Italiane, non￾ché di vari articoli su profili processuali e sostanziali della materia penale, oltre che di un’opera in quattro volumi sulla bancarotta e gli altri reati fallimentari e concorsuali. Formatore per la Scuola Superiore della Magistratura ed autore di protocolli organizzativi condivisi nel distretto di
Lecce, collabora altresì con l’Università degli studi di Lecce, “Università del Salento”, ove tiene seminari per la cattedra di diritto penale, e con l’Università degli studi di Bari, “Aldo Moro”, ove ha tenuto un corso di perfezionamento post-laurea in tema di mediazione civile e commerciale, nonchè con la Camera penale ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di
Lecce, quale relatore in incontri di studio in materia penale ed interdisciplinare.

Malagnino è candidato al Consiglio Superiore della Magistratura dopo essere stato sorteggiato dal comitato “Altra Proposta” e proprio per comprendere meglio la sua missione abbiamo voluto analizzare le motivazioni ed i suoi ideali con un’intervista esclusiva. Al centro del nostro dialogo, la sua idea di un CSM libero dai condizionamenti, capace di valorizzare il merito e di affrontare le difficoltà quotidiane degli uffici giudiziari, a partire dalle carenze di organico nel nostro territorio.

👉 Leggi l’intervista integrale : Lo Jonio (3 Ottobre 2026)

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